Sunday, July 13, 2008

SEX PiStOLs @ Traffic Festival 2008



Il Parco della Pellerina non delude, ed il Traffic Festival neanche.
Chilometri di macchine parcheggiate in zone improbabili sono il segnale che la popolazione punkettara è presente.
Sembra di essere in uno stagno causa pioggia tropicale che ha coperto Torino in una serata calda e appiccicosa di Luglio.
Ma l'appuntamento è imperdibile.
Sex Pistols, uno, evento gratuito, due. Il connubbio tra storia della musica e free access è perfetto, almeno per noi che intanto affondiamo nel pantano.
Sembriamo tutti un po' rincoglioniti nel sentire quel genere di musica che nasceva quando anche noi stavamo nascendo. Praticamente una festa di compleanno.
La popolazione infatti è sulla trentina o poco più, accompagnati da giovanissimi, ma pochi coetanei dell'energetico "Johnny Rotten".
Anche se appare appesantito regge il palco e da energia alla folla, tanto che le poche "creste" che si vedono in giro sembrano quasi stonate. Mosce. Forse, in questo caso vincono i padri.
Non sappiamo se il look del leader avrebbe ancora la forza di influenzare la creatività di Viviene Westwood, per fortuna, perchè abbiamo adorato il camicione a quadri.
Per il resto, la sensazione è che molto di quello che sentiamo risulti come un surrogato. Viene da quegli anni.
Punk is dead? Forse è il caso di credere nella resurrezione.

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Tuesday, July 08, 2008

DON'T CRY FOR ME ARGENTINA




anche per riflettere un po' su quello che ci sta attorno...
lo consiglio.

da http://www.almarose.it/
GENTE COME UNO.

Un testimone in scena, lo stesso attore, argentino di Buenos Aires.
Un grido di rabbia.
Rabbia nel vedere un Paese ricco e abbondante di risorse ritrovarsi oggi privato di tutto.
Rabbia nel vedere la gente piegata, senza lavoro, senza casa, senza copertura medica.
Rabbia di vivere nella paura del futuro. Di non sapere più oggi cos’è un popolo una nazione una patria.
Stiamo parlando di gente di classe media, “gente come uno”, per usare una espressione convenzionale. Classe media generalizzata, si diceva prima in Argentina, tutti classe media. E adesso?
Adesso, chiedersi come si è arrivati fin qui, che cosa bisognava guardare e invece si è girata la testa dall’altra parte.
Scoprirsi persone che fino a questo momento hanno sempre chiuso gli occhi, che hanno perso ogni rapporto con la politica, che hanno ignorato quei fatti che avrebbero portato alla situazione attuale, persone distratte, abituate a vivere dentro un benessere apparente.
Ma adesso la festa è finita. Finita l’idea di essere un Paese ricco, un Paese all’avanguardia. Adesso in Argentina si muore di fame.
E’ difficile da credere, ma è lì davanti agli occhi di tutti, anche di quelli che non hanno mai voluto vedere. Il lavoro che non c’è più, le fabbriche che chiudono, i risparmi bloccati, la violenza della repressione.
Impossibile restare ancora chiusi nelle proprie case.
La classe media scende per la prima volta in piazza, insieme a tutti gli altri, a battere le pentole.
E i quartieri smettono di essere solo quartieri e basta, ma diventano i luoghi in cui la gente si riunisce nelle Assemblee di quartiere, dove si prendono decisioni sulle proteste da organizzare e i problemi concreti da affrontare.
Lo sguardo si apre: gli invisibili diventano visibili, come i cartoneros, i poveri che dalla periferia entrano in città a separare e raccogliere la spazzatura, oppure i piqueteros, i disoccupati della provincia, da sempre tenuti distanti e accusati di creare disordine con il blocco delle strade, e ora invece accolti dai commercianti con pane e mate.
La gente si mescola, cerca il modo di autorganizzarsi, di autogestirsi, sapendo di potersi salvare solo se uniti, presenti, partecipi tutti di una politica nuova che non è più quella dei politici.
Quale il futuro di questa situazione, non si sa.
Tante domande, tante paure, una necessità, quella di non distrarsi mai più, quella di non girarsi mai più dall’altra parte. Vigili, presenti, non solo gli argentini ma tutti noi, per evitare che altri luoghi di questo nostro difficile presente possano diventare a “rischio Argentina”.

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